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Emergenza allergie.©
 

Fonte: www.pourfemme.it.

Quel fastidioso prurito al naso seguito da starnuti o lacrimazione eccessiva e che in un caso su tre comporta anche crisi asmatiche, sintomi comuni al 30% della popolazione italiana e che fanno capo a un’unica patologia: l’allergia. E’ il male dei paesi industrializzati e l’incubo di molti al risveglio primaverile della natura. Non che le altre stagioni non diano da pensare e da attrezzarsi contro i tradizionali fastidi allergici, ma è proprio la primavera a giocare gli scherzi più subdoli. L’allergia è un sistema di difesa sproporzionato, elaborato dal nostro sistema immunitario che riconosce alcune sostanze erroneamente nocive. La sostanza estranea non solo viene riconosciuta come incompatibile con l’organismo, ma ne viene in qualche modo enfatizzata la pericolosità. A quel punto il sistema immunitario opera una segnalazione dell’estraneo nella sua memoria interna e costruisce contemporaneamente un numero eccessivo di anticorpi nel caso si ripresentasse un nuovo contatto. Ad oggi, la medicina non ha ancora chiarito quali siano le cause certe di questo ”errore” del sistema immunitario, unica certezza è il fatto che il tempo di allergizzazione (il tempo intercorso tra il primo contatto con la sostanza e la comparsa dei primi sintomi) non è uguale per tutti che può andare da qualche giorno a diversi anni.

L’atopia, la predisposizione allergica di ognuno di noi, potrebbe essere determinata da diversi fattori. Uno di questi può avere forma ereditaria. Le indagini statistiche hanno messo in evidenza che un bambino che ha entrambi i genitori allergici rischia di diventare allergico nel 70% dei casi, si raggiunge l'80% se i genitori soffrono della stessa malattia allergica. Il rischio è del 40-60% se è allergico solo uno dei genitori e del 30-40% se l'allergia colpisce un fratello o un altro parente stretto. Il contatto ripetuto e prolungato con alcune sostanze, le abitudini alimentari e le condizioni atmosferiche possono concorrere a favorire l’insorgenza di disturbi allergici. Anche un ambiente eccessivamente sterilizzato potrebbe favorire l’insorgere di allergie. Gli allergeni entrano in contatto con l’organismo principalmente attraverso l’aria respirata. E i grani pollinici delle piante arrivano con una periodicità distinta in tre fasi: una precoce pre – primaverile, una primaverile – estiva e una estivo – autunnale. Se nel primo periodo l’allergia è legata alla fioritura delle piante arboree, nel secondo dipende dalle graminacee, urticacee e oleacee, e nel terzo deriva principalmente dalle asteracee. Insomma da gennaio a settembre nocciolo (da gennaio a marzo), olmi (da metà febbraio ad aprile), pioppi e salice (da marzo a maggio), parietaria (da maggio a settembre, soprattutto lungo le coste dell’Italia meridionale), betulla (da aprile a giugno), quercia (da maggio ad agosto), ortica (da maggio a settembre) e tante altre piante sono le dirette responsabili delle allergie stagionali. Ovviamente ad essi sono da aggiungere i cosiddetti “allergeni da casa” che, presenti tutto l’anno, provocano gli stessi sintomi delle suddette allergie. Gli acari e i peli degli animali delle nostre case sono alcuni di essi. L’allergia può colpire tutti indistintamente, a prescindere da sesso o età del soggetto, con sintomi che possono andare dai disturbi nasali a quelli oculari, dai respiratori a quelli cutanei e gastrointestinali, e che possono presentarsi singolarmente o in modo combinato.

Fonte: www.pianetamamma.it.

La diagnosi dell’allergia volta a individuare la sostanza scatenante la reazione del nostro sistema immunitario può passare attraverso un test cutaneo detto anche prick – test; per i casi dubbi occorre invece compiere il rast, un test basato su di un prelievo di sangue volto alla ricerca degli anticorpi specifici presenti per una o più sostanze allergizzanti; c’è poi un test detto “provocazione bronchiale” agli allergeni mediante il quale si osserva la reazione delle mucose bronchiali (bronco-costruzioni) inalando vaporizzazioni infinitesimali di allergeni. Inutile dire che è impossibile chiudersi sotto una campana di vetro per combattere l’allergia. Quindi fondamentali diventano cura e prevenzione degli stessi. Oggi il trattamento più diffuso è il cosiddetto trattamento “sintomatico”. L’allergia si può alleviare con l’assunzione di farmaci da banco come decongestionanti, antistaminici di ultima generazione (che non causano sedazione), broncodilatatori e corticosteroidi nasali. Alternativa è la terapia causale che agisce con modificazioni sul sistema immunitario indotta dal trattamento specifico iposensibilizzante chiamato comunemente vaccino. La comunità scientifica privilegia l’immunoterapia specifica, una cura preventiva che dovrebbe consentire, nel giro di due o tre anni, di attenuare o di eliminare il disturbo allergico. In pratica si somministra l’allergene in gocce, per via orale, oppure con un’iniezione sottocutanea e l’organismo impara a riconoscere l’agente estraneo tanto da non avere più una reazione allergica. Il vaccino andrebbe fatto tre o quattro mesi prima dell’inizio della stagione delle allergie. Vi sono però aspetti dubbi su quest’ultima terapia, peraltro in alcune persone efficace per molto tempo: il primo è che un individuo allergico a una sostanza può allergizzarsi ad altre; alcune persone sono allergiche a più sostanze e diventa difficile vaccinarsi per ognuna di queste; il secondo è che, nonostante tutto, in molti casi il sistema immunitario continua, non si sa per quale ragione, a perpetuare l’errore. Negli ultimi anni sono state elaborate anche cure attraverso le cosiddette medicine alternative. L’omeopatia è una di queste. Al di là della specifica terapia omeopatica individuale per combattere i singoli fastidi, da pochi anni è disponibile un vaccino omeopatico da somministrare per via orale una volta alla settimana per un minimo di 4 settimane a un massimo di 12. Il vaccino è composto da dosi omeopatiche (diluizioni infinitesimali) di molte sostanze allergizzanti, non è tossico, non presenta effetti collaterali e, secondo recenti studi, presenta per ora buoni risultati nel tempo. Altra metodica terapeutica viene direttamente dalla Cina ed è rappresentata dall’agopuntura.

Fonte: www.nonsoloanima.tv

Il medico agopuntore, posizionando sottilissimi aghi in determinati punti che rappresentano i canali energetici di specifici organi è in grado di rinforzare il Qi (energia) sia dei singoli organi che dell’individuo nel suo insieme. L’inserimento degli aghi in questi specifici punti corporei consente di effettuare un importante riequilibrio energetico che permette all’individuo di reagire con successo al contatto con gli allergeni, evitando la comparsa dei sintomi. Ma qualunque sia la terapia scelta, tradizionale o alternativa, rimane di primaria importanza che la diagnosi sia fatta correttamente e in maniera approfondita, in modo da prescrivere ad ogni paziente uno specifico trattamento. Prevenzione significa anche rispettare una serie di precise regole “anti-allergiche” per ovviare ai tradizionali fastidi stagionali e non. Assumere in acqua del gemmoderivato di ribels migrum, ad esempio, al mattino e al tardo pomeriggio per almeno tre mesi, perché questa pianta è un ottimo equilibratore del sistema immunitario. Utile per la congiuntivite e la rinite è una dieta ricca di vitamine del gruppo C, B e K; occorre invece evitare alimenti che presentano nell’etichetta la voce "aromi naturali" perché a volte fra questi si nascondono sostanze allergizzanti: miele, propoli e polline sono da bandire soprattutto per chi soffre di asma allergica. Soffrire di allergia significa essere maggiormente sensibili agli elementi chimici presenti nei farmaci, è pertanto necessario non farne uso senza una prescrizione medica.

 

I MIGLIORI CENTRI DI ALLERGOLOGIA IN ITALIA

1. Genova, Clinica Mal. App. Respiratorio e Allergologia, Ambul. Allergologia, Ospedale S. Martino/Università.
2. Milano, U.O. Allerg. e Immunol. Clinica, Serv. Dermatol., Dermatol. Ped., Ist. Mal. Respiratorie, Policlinico.
3. Bari, Clinica Dermatol. I, Clinica Dermatol. II, U.O. Allerg. e Immunol. Clinica, Policlinico.
4. Palermo, Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare, CNR.
5. Verona. Clinica Pediatrica, Serv. Allergol. e Pneumologia Pediatrica, Policlinico G.B. Rossi, Università.
6. Ferrara Clinica Pneumologica, Sez. Dermatologia Arcispedale S. Anna, Università.
7. Napoli, Unità Operativa Complessa Pneumologia I e Allergologia, Ospedale Caldarelli.
8. Firenze Dip. Med. Interna, Sezione Immunoallergologia e Mal. Apparato Respiratorio, Ospedale Careggi, Università
9. Roma Unità Allergologia, Complesso Integrato Columbus, Università Cattolica
10. Roma Dip. Pediatria, Università La Sapienza, Policlinico Umberto I.
11. Parma Clinica Pneumologica, Az. Ospedaliera Universitaria.
12. Roma Istituto Dermoterapico dell’Immacolata, Irccs.
13. Pisa Pneumologia e Fisiopatol. Respiratoria, Az. Osp.-Universitaria14.
14. Bologna U.O. Dermatologia, U.O. Pediatria, Policlinico S.Orsola-Malpighi.
15. Genova Pneumologia e Centro Mal. Allergiche, Ospedale pediatrico.
16. Padova Dipartimento Pediatria, Az. Osp. Universitaria.
17. Firenze Dipartimento Pediatria, Ospedale Mayer.
18. Palermo Divisione Pediatria, Ospedale G. Di Cristina.
19. Torino U.O. Allerg. e Immunol. Clinica, Università/Osp. Mauriziano Umberto.

 

L’acido acetilsalicilico, ad esempio, potrebbe essere responsabile di un attacco di asma. Fumo passivo e attivo può irritare le mucose nasali e oculari. Condurre una vita equilibrata aiuta a non disarmonizzare il sistema immunitario e a non aggravare l’allergia. Importante, naturalmente, prediligere quegli ambienti (tenuti opportunamente puliti) e quelle aree (le zone marine o l’alta montagna, sopra i duemila metri, ad esempio, ad alta densità pollinica) in cui la concentrazione di allergeni è più forte.

© Riproduzione riservata (15 aprile 2010)


 


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