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Ayurveda.©

 

Fonte: yogapeeps.com.

La chiamano “scienza della vita”, ce la tramandano gli indiani e fa della filosofia buddista il punto di riferimento della sua applicazione. Stiamo parlando dell’Ayurveda, dal sanscrito Ayu, che significa vita e Veda, conoscenza. Un’antica arte indiana cui la medicina ufficiale comincia ad aprire le porte.
Il suo nome affonda le radici nella ricca mitologia indiana che racconta come l’Ayurveda risalga a Brahma, creatore dell’universo. Le sue origini storiche si perdono, invece, nella notte dei tempi, in un’epoca addirittura antecedente ai primi documenti scritti, si parla di 6000 anni fa. Le prime fonti scritte sono fatte risalire a 2000-2500 anni fa e ai Veda, testi sacri in sanscrito vedico dei popoli arii. E’ attualmente annoverata dall’Unione Europea come medicina complementare o alternativa, così come la medicina tradizionale cinese, l’omeopatia, la fitoterapia e le manipolazioni osteo-articolari; pericolose se prescritte o consigliate in modo non appropriato o da persone non competenti, ma fonti di giovamento se messe in condizione di dialogare con la medicina tradizionale. Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano, tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti), lo stato di benessere o malattia dell'individuo. Ogni dosha è composto da due elementi (panca e mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che lo caratterizzano. I tre dosha sono: Vata, composto da etere (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, circolazione o respirazione); Pitta, composto da fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco e digestione) che mentale (elaborazione delle emozioni); Kapha, composto da acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme.

Nelle foto sono schematizzati i tre dosha (energie vitali) del copro fisico, secondo l'Ayurveda. (Fonte: yogarasayana.wordpress.com).

Fonte: 1miletogo.wordpress.com.

I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le eventuali disfunzioni che ne possono derivare. La base medico-filosofica dell’Ayurveda riconosce alla natura la capacità di percepire la sofferenza e il bisogno di cure delle persone nonché di offrire gli strumenti per soddisfare tale bisogno. Sono proprio i prodotti naturali (erbe, infusi e metalli) associati a uno specifico stile di vita (norme igieniche e alimentari) e tecniche di rilassamento (i massaggi con gli oli ad esempio), personalizzate in base alle caratteristiche dell’individuo e alle condizioni climatiche dell’ambiente in cui vive, che fanno dell’Ayurveda la nuova frontiera della medicina. In Italia l’adesione alle tecniche dell’Ayurveda ha già raggiunto le 600 mila persone, nonostante siano ancora pochi i centri che accolgono e praticano l’antica arte indiana.

L’approccio ayurvedico coordinato alla medicina tradizionale è sposata, per la prima volta in Italia, presso il Centro di medicina psicosomatica e funzionale integrata dell’Ospedale Sacco di Milano dove è utilizzata per il trattamento dei disturbi di stress – correlati, depressioni di lieve entità e problemi di somatizzazione. L’unico esempio di struttura pubblica in Italia che si muove nel tentativo di servirsi della millenaria tradizione indiana e, contemporaneamente, dei progressi della medicina moderna. Molti gli studi di medicina, anche occidentali, che hanno riconosciuto nell’Ayurveda una tecnica efficace per alcune patologie. Sebbene sia ancora necessario sottoporre i trattamenti della medicina ayurvedica a verifiche cliniche, l’attenzione della medicina ufficiale rimane alta. Molti sono coloro che riconoscono nelle terapie ayurvediche uno strumento preventivo in grado di preservare il benessere della persona dal punto di vista fisico, psichico e spirituale nonostante siano sostanzialmente indicate per problemi non proprio gravi. Le cefalee, per le quali la medicina occidentale, non sempre riesce a fornire le risposte più appropriate, l’asma, i problemi della pelle o quelli digestivi sono alcuni di questi. La Bacopa Monnieri, la Withania somnifera o la Pistacia Integerrima sono, ad esempio, alcune delle piante tradizionalmente utilizzate per il trattamento dell’asma. Un attacco d’asma va solitamente fronteggiato con la medicina tradizionale, ma tra un attacco e l’altro, la prevenzione può avvenire proprio grazie all’Ayurveda. Le sue tecniche terapeutiche possono servire per allungare i tempi tra gli attacchi e per attutirne le conseguenze. Diverse ricerche hanno poi confermato la validità terapeutica di alcuni trattamenti e erbe utilizzati dalla medicina ayurvedica. Proprietà antiossidanti sono state riconosciute all’Amirta, il più antico trattamento ayurvedico, alla curcumina le proprietà antinfiammatorie (come alla withania somnifera o alla liquirizia) e antinfettive. Alcuni studi hanno dimostrato i benefici che la curcumina porterebbe ai sintomi dell’Alzheimer, alleviandoli. Epilessia, colesterolo, disturbi cardiocircolatori e problemi respiratori a ciascun disturbo l’Ayurveda riserva la sua pianta o il suo connubio di piante, frutto della sua tradizione millenaria. Naturalmente alla specifica cura va associata una dieta appropriata. Il cibo che nutre il corpo, secondo gli antichi testi è derivato dagli stessi cinque elementi di cui il corpo è composto, “Panchamahabhuta” (grandi elementi allo stato macrocosmico): Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra.
Questi cinque elementi di base li troviamo in cinque principali categorie di cibi, per esempio:
- nel riso e nel grano predomina l’elemento terra;
- nel latte e nei succhi di frutta predomina l’elemento acqua;
- nelle spezie che stimolano vari enzimi predomina l’elemento fuoco;

- nei germogli predomina l’elemento aria;
- il riso soffiato contiene etere.

Fonte: www.grottagiustispa.com.

Essi sono digeriti nel corpo dagli enzimi e dopo l’assimilazione vengono trasportati e trasformati, nei tessuti di costituzione corporea (Dhatu). L’alimentazione deve essere equilibrata sia qualitativamente che quantitativamente, adatta a ciascun individuo e con una scelta appropriata di cibi in base alle esigenze del singolo. Yoga, meditazione e massaggi completano sempre la terapia ayurvedica. Il massaggio ha un ruolo fondamentale nell’Ayurveda. Infatti, applicazioni giornaliere di oli medicati sul corpo consentirebbero una condizione di benessere naturale, rendendo il tessuto epidermico elastico e ben nutrito. L’Ayurveda tramanda, peraltro, una serie di tecniche di massaggio rivolte all'ottenimento di un equilibrio psicofisico attraverso la stimolazione di centri energetici (Marma). Altre tecniche sono, invece, più rivolte all'eliminazione delle tossine, tra questi uno dei più praticati, è l’Abhyanga, il massaggio sincronizzato a due, quattro o otto mani. Più orientato invece al ringiovanimento estetico è invece il Pizhichil.
Resta da vedere in che misura nei prossimi anni la nostra medicina occidentale riuscirà ad accogliere e integrare i principi medico - filosofici ereditati dall’India con la nostra scienza medica.

© Riproduzione riservata (15 aprile 2010)


 


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