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Il recupero dell'opera di un grande pittore: Giotto ad Assisi.©
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Il manifesto della mostra dedicata a
Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco in Assisi. |
Nell’VIII Centenario
dell’Approvazione della Regola di San Francesco, la città di Assisi e la
Comunità francescana conventuale del Sacro Convento promuovono uno straordinario
evento dedicato a Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco. “I
colori di Giotto, tra restauro e restituzione virtuale”, questo il titolo della
mostra che rientra in un programma triennale di manifestazioni (2009 - 2011) per
celebrare la nascita e la diffusione dell'arte pittorica dell’autore intorno al
cantiere della Basilica di San Francesco e per promuovere la candidatura di
Assisi come Capitale Europea della Cultura nel 2019. Giotto, il pittore più
rappresentativo del panorama artistico italiano del Trecento diventa
protagonista. Leggere Giotto significa guardare alla storia italiana di quel
periodo, egli è il pittore colto, ricco, attento alla società e fedele al
passato, informato di un classicismo proto umanista al pari di Dante o Petrarca.
Il suo influsso sulla pittura italiana è immenso, a parte alcune sacche di
resistenza, come l'Umbria meridionale, per certi versi Siena e Venezia, tutti
dipingono seguendo il dettato del pittore toscano, dai suoi stretti seguaci,
come i fiorentini Taddeo Gaddi o Maso di Banco agli umbri, come Puccio Capanna,
i riminesi, i marchigiani e i veneti, dal giovane Paolo Veneziano fino al bel
veronese Maestro del Redentore. Ma l’influenza di Giotto durerà fino alla fine
del secolo portata in alto, fino alle soglie del gotico, da maestri dello
spessore di Giovanni da Milano e Altichiero. La mostra consente di mettere in
evidenza aspetti finora ignoti della pittura di Giotto anche grazie alle più
moderne tecnologie, che ci consentono di recuperare con il restauro le opere
originali e, dove non è possibile, di restituirle in forma virtuale.
L’iniziativa, che ha aperto le sue porte al pubblico l’11 aprile e che si
protrarrà sino al 5 settembre 2010 è curata da Giuseppe Basile, a cui si deve
uno straordinario lavoro di restauro e di ricerca. Il progetto comprende
innanzitutto il restauro dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di San
Nicola nella Basilica Inferiore, che è l’ultimo atto di una delle più importanti
attività di restauro e di studio mai svolte in Italia. Dal tragico evento del
terremoto del 1997, tutta la Basilica di San Francesco è stata infatti
interessata da interventi strutturali e conservativi che hanno permesso di
“vedere da vicino” uno dei più avvincenti capitoli della storia dell’arte
dell’Occidente, dove hanno lavorato i maggiori pittori del Medioevo, tra cui
Cimabue, Jacopo Torriti, Giotto e successivamente Pietro Lorenzetti e Simone
Martini. In realtà la presenza di Giotto, documentata nel 1309, lascia ancora
aperti alcuni interrogativi, ad esempio sui suoi aiuti o sul tempo in cui è
rimasto ad Assisi, che gli esiti del restauro potrebbero contribuire a
sciogliere, dato che siamo in presenza di una pittura di qualità altissima e di
un committente particolarmente importante. C’è d’altro canto da ricordare come i
Signori d'Italia a lui contemporanei volevano fortemente l’artista, perché il
suo modo di dipingere era diretto, ai loro occhi reale, in una società in pieno
sviluppo economico e sociale, in un vero e proprio boom economico che si
arresterà bruscamente con la peste del 1348.
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Giotto (Vespignano, 1267 – Firenze, 8
gennaio 1337). |
Il cantiere di restauro è aperto
ai visitatori, che potranno salire sui ponteggi per ammirare da vicino “i colori
di Giotto” e la sapiente attività dei restauratori coordinata da Sergio Fusetti,
con l’ausilio di un’audioguida in più lingue inclusa nel biglietto. La direzione
dei lavori del cantiere di restauro è a cura di Vittoria Garibaldi,
Sovrintendente per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici dell’Umbria.
Dalla Cappella di San Nicola i visitatori potranno salire nella Basilica
Superiore per ammirare le Storie Francescane, lungo tutte le pareti della navata
e da qui raggiungere, a pochi passi, il trecentesco Palazzo del Monte
Frumentario, da poco restaurato, per approfondire la conoscenza di quelle 28
scene che compongono uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia
dell’arte. Le 28 scene della vita di San Francesco riempiono tutta la fascia
centrale della navata e furono probabilmente dipinte tra il 1290 e il 1295 da un
ampio numero di pittori, al capo dei quali secondo la quasi totalità della
critica c’era Giotto. In base ai più recenti studi, il ciclo di Assisi sembra
essere suddiviso in tre gruppi distinti: il primo e l'ultimo di sette quadri
ciascuno, il mediano di sette coppie, quattordici in tutto.
I primi sette episodi rappresentano l'iter della conversione di San Francesco
sino all'approvazione della regola. Il gruppo centrale, considerato
evidentemente il principale, mostra tutto lo sviluppo dell'Ordine con San
Francesco, sino alla sua morte. Gli ultimi sette sono le esequie e la
canonizzazione del Santo, compresi i miracoli post mortem ritenuti necessari a
questa. Nel primo gruppo San Francesco è senza l'Ordine, nel secondo è insieme
all'Ordine, nel terzo è l'Ordine che prosegue l'opera di San Francesco.
Negli ambienti del Palazzo del Monte Frumentario è stata allestita una mostra
virtuale su “Giotto com’era”, che offre ai visitatori la possibilità di
conoscere l’aspetto originale delle Storie di San Francesco della Basilica
Superiore, ricostruite grazie agli studi di un’équipe dell’Istituto. In un unico
spazio che ricorda, seppure in dimensioni ridotte, la Basilica Superiore, gli
affreschi sono presentati nel loro aspetto originario prima delle alterazioni
che il tempo e le vicende storiche hanno fatalmente favorito. L'originale
impiego di tecniche fotomeccaniche, digitali e di intervento pittorico manuale,
hanno reso possibili effetti molto vicini a quelli di una pittura su muro. Se
l’intervento sui dipinti di S. Nicola (pensato come un “cantiere aperto”) è un
esempio di “recupero fisico” di un’opera d’arte, gli allestimenti che saranno
realizzati al Monte Frumentario costituiscono il primo esempio in assoluto di un
“recupero virtuale” di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni
specialistiche dell’opera.
Per rendere ancora più interessante la restituzione delle Storie francescane,
gli affreschi virtuali saranno messi a confronto con il loro aspetto attuale,
disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza
di ogni gruppo di scene.
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La Basilica di Assisi. (Fonte:
www.icoloridigiotto.it). |
L’affresco dedicato alla Conferma
della Regola di san Francesco da parte di papa Innocenzo III, scelta come
immagine guida dell’evento per la ricorrenza del suo VIII centenario, sarà
riproposta in scala reale. In una specifica sezione dell'allestimento sarà
inoltre possibile entrare virtualmente all'interno dell'affresco, la cui scena,
tradotta in tre dimensioni, viene drammatizzata: i personaggi si animano e
dialogano, con Innocenzo III che accoglie Francesco e i suoi discepoli e ne
approva la Regola, un'applicazione di realtà virtuale che consente un’immersione
sensoriale. I visitatori possono, infatti, interagire all'interno dello spazio
virtuale in modo semplice e naturale, con il solo movimento del corpo. Una
seconda installazione virtuale viene dedicata all'indagine spaziale e
prospettica dell'immagine giottesca, in rapporto con quanto la sua resa
tridimensionale mette in luce. La settima delle ventotto rappresentazioni è
infatti fondamentale per la straordinaria coerenza con cui è definita
l’ambientazione architettonica della scena soprattutto nella parte superiore
della stessa, dove le volte a botte su mensole sono rappresentate in perfetta
prospettiva. Ma l'architettura non è astratta e le linee che genera
corrispondono anche al sottostante raggruppamento dei personaggi nella scena. Di
grande umanità è il volto di San Francesco, rappresentato con la barba, che
viene raffigurato sorridente mentre riceve la benedizione papale e la bolla che
autorizza l'ordine francescano.
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In alto, la cappella di San Nicola.
Fonte: www.icoloridigiotto.it). |
Il Progetto è ideato e coordinato
dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, a cura di Eva Pietroni e Francesco
Antinucci. La mostra è completata da una sezione dedicata alla tecnica
dell’affresco e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della
Basilica realizzato da Artmediastudio. Un unico biglietto consente l’ingresso
nel cantiere di restauro della Cappella di San Nicola e negli spazi espositivi
del Monte Frumentario. Con lo stesso biglietto è inoltre possibile visitare,
lungo la stessa Via San Francesco, il Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca
Civica, dove si conservano alcuni straordinari affreschi staccati di Giotto e
degli artisti assisiati che hanno lavorato nel cantiere della Basilica. Per
l’occasione, sempre a Palazzo Vallemani, è stato allestito un nuovo percorso
didattico dedicato al cantiere medioevale e alla tecnica dell’affresco.
Nell’ambito delle stesse manifestazioni il Comitato scientifico e gli enti
promotori stanno lavorando ad un nuovo appuntamento, nel 2011, rappresentato da
una grande mostra dal titolo “Giotto e Assisi. Il cantiere della Basilica e
l’arte in Umbria tra Duecento e Trecento”, che sarà allestita di nuovo in
Basilica e a Palazzo del Monte Frumentario. Grazie a un ponteggio appositamente
allestito, sarà resa possibile la visita ravvicinata delle Storie Francescane di
Giotto in corrispondenza della prima campata della Basilica Superiore.
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Nella foto, particolare del restauro
nella Cappella di San Nicola. Fonte: www.bohemienne.it. |
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Nella foto, l'"Approvazione della
regola" di Giotto, a sinistra lo stato attuale dell'opera, a destra una
proiezione virtuale di quello che sarà dopo il restauro. Fonte:
www.icoloridigiotto.it.
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Contestualmente sarà realizzato un
percorso espositivo di grande suggestione composto da circa ottanta prestiti
italiani e internazionali e centrato sulla presenza del pittore fiorentino ad
Assisi, dai possibili esordi duecenteschi delle storie dell’Antico Testamento e
di San Francesco, fino alla grande decorazione della Basilica Inferiore. Intorno
a Giotto la mostra documenterà la straordinaria stagione artistica che vive
l’Umbria a cavallo tra il XIII ed il XIV secolo. Sarà infine realizzata per
l’occasione una segnaletica permanente nel territorio comunale di Assisi che
consenta di percorrere un itinerario completo delle opere di Giotto e di quelle
che si possono collegare più ampiamente alla sua presenza nel cantiere della
Basilica tra Duecento e Trecento.
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Riproduzione riservata (15
maggio 2010)
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