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Nella foto, una vista del Castello Miramare a Trieste. (Fonte: www.castello-miramare.it).

Il bacio dell’Unità d’Italia in mostra al Castello Miramare di Trieste.©

 

E’ stata inaugurata lo scorso 12 dicembre presso il Museo Storico del Castello Miramare di Trieste la mostra itinerante che vedrà quale indiscusso protagonista “Il Bacio” di Francesco Hayez (Venezia 1791 - Milano 1882). L’opera nella versione del 1961, l’ultima di quattro redazioni, incarna in sé l’espressione del romanticismo pittorico italiano e del sogno patriottico risorgimentale. La scelta, assolutamente non casuale, rientra tra le iniziative dedicate al 150° anniversario dell’Unità d’Italia che cade nel 2011, promosse dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali. Il connubio tra le due tematiche che “Il Bacio” rappresenta, quella storico-patriottica e quella romantica, dopo l’apertura nella splendida cornice del Castello di Trieste seguirà simbolicamente, nella seconda parte del 2010, le tappe dell’unificazione nazionale. Il dipinto sarà esposto al Museo del Risorgimento di Genova – Mazziniano e alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo e successivamente, nel 2011, a Torino, Firenze e Roma. Nella capitale l’iniziativa si concluderà con una mostra che presenterà al pubblico le testimonianze più rilevanti che, nel corso dei vari appuntamenti espositivi del triennio, sono state di volta in volta affiancate a “Il Bacio” per contestualizzarne la presenza nelle sedi espositive ospitanti.    

Nella foto, La versione del 1861 del dipinto di Hayez "Il bacio", in mostra presso il Castello Miramare di Trieste. (Fonte:www.arengario.net).

Francesco Hayez, pittore di origine veneziana, cresciuto e formatosi grazie all’influenza di Antonio Canova, suo protettore e guida, si trovò a operare proprio nel momento in cui la pittura, così come il romanzo storico a carattere patriottico, divenne uno degli strumenti volti a suscitare nell’animo degli Italiani una comune coscienza di nazione e di libertà. Espressione del romanticismo italiano, che coincide cronologicamente con il periodo Risorgimentale, anche Hayez, mediante le sue opere, tentò di risvegliare l’identità nazionale e la presa di coscienza dell’importanza dell’unificazione.  E il dipinto de “Il Bacio” ne è una testimonianza. Emblema delle sofferenze d’amore l’opera di Hayez, per risonanza in ambito internazionale, è stata sovente associata a “Il Bacio” di Klimt, e sin dalla sua prima esposizione, il 9 settembre 1959 all’esposizione di Brera, a soli tre mesi dall'ingresso di Vittorio Emanuele II e Napoleone III a Milano, le fu riconosciuto il plauso del pubblico. Dell’opera si conoscono quattro versioni. Accanto alla redazione conservata presso la Pinacoteca di Brera a Milano, una seconda versione di modeste dimensioni fa parte oggi di una collezione privata. Una terza versione fu custodita dall’artista per diversi anni e poi presentata all’esposizione di Parigi del 1867. L’opera, ricomparsa in America in una collezione privata ha precise indicazioni che ne evidenziano il significato politico. Il velo caduto di colore bianco e la scelta del verde per il risvolto interno del mantello dell’uomo sono, per questa versione, delle novità rispetto alla versione  conservata a Brera. Il verde e il rosso della calzamaglia dell’uomo e il celeste del vestito della donna rappresentano l’alleanza tra l’Italia e la Francia (accordi di Plombierès, 1858) e i colori delle loro bandiere, la cui unione aveva reso possibile la vittoria contro gli Asburgo.  La versione del 1861, oggetto della mostra itinerante che permarrà a Trieste sino al 15 agosto 2010, indica invece il definitivo raggiungimento dell’ideale risorgimentale. L’omaggio all’unità italiana è celebrato dai colori degli abiti dei due amanti. Con l’impresa dei mille l’Italia avrebbe dimostrato di poter fare a meno della Francia, così l’abito della donna non è più celeste ma bianco, per lasciare posto attraverso la scelta cromatica per gli abiti dei due amanti ai colori simbolo della bandiera del neonato Regno d’Italia. La fusione tra amore individuale e amore per la patria, tematiche simbolo del romanticismo storico italiano, si alternano nell’interpretazione del dipinto. L'uomo mentre bacia la sua amata, appoggia la gamba sul gradino, con questo particolare, Hayez dà l'impressione che egli se ne stia andando, e dà più enfasi al bacio. La scelta dell'artista di celare i volti dei giovani conferisce importanza all'azione e le ombre che è possibile scorgere dietro al muro, nella parte sinistra del quadro, indicano un eventuale pericolo. Il clima risorgimentale dell'epoca non tardò a interpretare la scena in chiave politica, vedendola come l'addio all'amata di un giovane patriota costretto alla fuga.

Nella foto, "L’ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo" di Hayez (1823) (Fonte: www.geometriefluide.com).

A Trieste Il Bacio di Hayez è stato affiancato da altri tre importanti acquerelli dello stesso autore, anch’essi appartenenti a una collezione privata: “L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta” (1830 ca.), “Un pensiero malinconico” (1842), “Il bacio” (1859). Eseguito su commissione di Giovan Battista Sommariva nel 1823, “L’ultimo bacio di Romeo e Giulietta” rievoca la celebre tragedia shakespeariana dei due amanti veronesi. La scena è ambientata nella casa di Giulietta, ancora avvolta nel buio della notte, con la giovane di spalle mentre si protende in un ultimo bacio verso Romeo, ormai sul balcone. Il balcone è già raggiunto dalle prime luci dell’alba, mentre i due amanti sono osservati con compiacenza dalla fantesca da dietro una colonna. Anche qui ritorna l’allusione al combattente che parte per una missione da cui non si sa se ritorna. “Un pensiero malinconico” è la rappresentazione di una fanciulla in atteggiamento malinconico e sottolinea una sorta di autunno dei sentimenti. Dei petali e una foglia caduta dal vaso di fiori accanto alla giovane suggeriscono la scomparsa della gioia. Stati d’animo alla cui rappresentazione veniva dato ampio spazio in epoca romantica, probabilmente anche perché simbolicamente legati agli avvenimenti storici dell’epoca.  Il castello di Miramare, residenza asburgica e sito romantico d’eccellenza, costituisce quindi la prima tappa di un viaggio che porterà “Il Bacio” e i preziosi acquerelli che l’accompagnano, attraverso l’Italia in un viaggio simbolico che percorrerà tutto il paese sino a Roma.

Un’occasione per rivivere la storia risorgimentale e per godere della bellezza dei dipinti di Hayez.

© Riproduzione riservata (1 febbraio 2010)


 


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