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La smania dei "ritocchi"
estetici.©
di Luigia Meo
Chirurgia plastica estetica un mercato che non conosce crisi: questo il
risultato delle statistiche in ambito internazionale. In tempi di recessione e
calo dei consumi i tagli non sembrano avere interessato l’industria del
“restyling”. In termini puramente statistici, l’Italia possiede da circa un anno
un registro anagrafico in merito, che consente di operare un censimento circa
l’utilizzo delle protesi al seno e dei filler, per sapere quanti interventi
vengono fatti nel nostro paese, su quali pazienti e in quali strutture. Progetto
nato dalla collaborazione tra la Società Italiana di Chirurgia Plastica
Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre) e il sottosegretario al Wefare, Francesca
Martini. La speciale anagrafe, permette finalmente di avere cifre certe sugli
interventi estetici che sono compiuti ogni anno in Italia: cifre che sino allo
scorso anno non esistevano, contrariamente a quanto accade in altri Paesi. Negli
Usa, ad esempio, questi dati sono alla luce del sole e consultabili da tutti sul
sito web dell’Asaps (Società americana di chirurgia plastica). In ogni caso il
mercato della chirurgia estetica sembra abbracciare una media di tre milioni di
persone l’anno. Il governo Zapatero si è fatto promotore di una nuova legge che
sancisce una fascia di «protezione» per i minori (dalle 6 alle 22) con il
divieto di presentare spot pubblicitari che suscitino il «rifiuto della propria
immagine e incitino all’emarginazione sociale, a causa di una condizione fisica,
oppure tendano all’esaltazione di fattori estetici» colpendo al cuore un
mercato nazionale che tocca le 400 mila operazioni l’anno; l’Italia fissa
l’istituzione del Registro delle protesi mammarie per la tracciabilità dei
materiali usati e pone il veto al ritocco al seno per le minorenni, ma la
chirurgia estetica non conosce ostacoli e si pone trasversalmente alle diverse
classi sociali senza distinzione di sesso e di età. Sebbene gli ultimi anni
abbiano visto un uomo sempre più affascinato dal bisturi anti età, con un
andamento da nord a sud che varia rispettivamente dal 5% al 20%, sono ancora le
donne a conservare il primato rispetto agli interventi di chirurgia estetica. Le
donne under 35 si regalano per lo più un seno nuovo, una liposuzione o la
rinoplastica, mentre tra i 35 e i 50 si pensa ai ritocchi al viso per ridurre le
rughe, il minilifting alle guance e al collo, l’addominoplastica per recuperare
il girovita. E dopo i 50? Si ricorre al bisturi o per correggere un intervento
precedente che ha fatto il suo tempo o per contrastare i segni dell’età che
avanza, ultimo fenomeno di costume le molte donne che, dopo i 60, non rinunciano
a un seno nuovo. A spopolare è la richiesta di liposuzione (tra il 20% e il
25%), la Blefaroplastica (chirurgia estetica delle palpebre) tra il 18% e il 22%
e il ringiovanimento del viso tra il 18% e il 20%. L’aumento del seno invece
riguarda una percentuale compresa tra il 15% e il 18%; ogni anno, in Italia,
sono circa 80-85.000 gli interventi chirurgici per l’impianto di protesi al seno,
di questi il 30% è effettuato per motivi ricostruttivi, quindi dopo un tumore al
seno e il 70% per ragioni estetiche. A tale percentuale fanno seguito i dati
relativi alla rinoplastica (circa il 5%), i ritocchi al petto (tendenza
prettamente maschile di “rifarsi il seno”, riducendo un petto troppo
prorompente, per cercare di somigliare ai “maschi da copertina” che si muove
intorno al 5%) e l’intervento ai polpacci (circa il 2%). Se è possibile
individuare delle percentuali più o meno definite circa la scelta degli
interventi estetici, i chirurghi individuano anche i mesi in cui questi
avvengono. Settembre e ottobre sono i mesi delle richieste che riguardano naso,
occhi, labbra e zigomi: tutti interventi sospesi a partire da fine aprile,
quando l’esposizione ai raggi solari potrebbe comprometterne l’esito. La
primavera rimane invece la stagione dedicata al ritocco del corpo, dalla
mastoplastica additiva o riduttiva alla liposuzione, per affrontare l'estate
nella forma migliore.
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L’Italia, per far fronte ai segni del tempo che scorre e all’insoddisfazione
personale, con Capodanno 2009 ha festeggiato il boom del “ritocchino” con un
aumento del 15%, dove il vero protagonista è stato il filler (per consumo siamo
secondi solo agli Stati Uniti) . I filler sono sostanze che sono iniettate nella
pelle per correggere i segni dell’invecchiamento per eliminare le rughe o per
aumentare il volume di labbra, zigomi e mento. Possono essere biologici,
sintetici o parzialmente sintetici, con una variabilità di permanenza nel derma
che varia dai due o quattro mesi per i biologici, sino ai due anni per i
sintetici, variabilità che è influenzata anche dallo stile di vita della persona
che ne ha fatto uso. Se l’Italia si vota al “filler” il resto del mondo non
resta a osservare: dall’Africa alla Cina, dove è proprio in Cina che sembra
incominciare a spopolare la chirurgia anche tra gli uomini, le più recenti
statistiche giungono al Medio Oriente e ai paesi più occidentalizzati come la
Giordania e il Libano. E’ qui che seno, naso, zigomi e labbra sono gli
interventi più richiesti, richiamandosi in qualche modo ai canoni di bellezza
italiana. Un mercato emergente in cui i canoni occidentali sembrano essere presi
come punto di riferimento, infatti, le donne del mondo arabo si rivolgono al
chirurgo per rifarsi il naso, accentuare gli zigomi, ridisegnare le labbra o per
avere un decolleté più prosperoso. Il diffondersi del culto dell’immagine e il
conseguente timore di invecchiare hanno inevitabilmente condizionato
l’accentuarsi della domanda, una domanda che, come abbiamo visto, ha preso piede
nell’ambito di tutte le culture più occidentalizzate anche in virtù del fatto
che i prezzi degli interventi sono ormai divenuti più accessibili. In questo
modo la forbice tra coloro che ne fanno ricorso non è così ampia come per il
passato: dal mondo dello spettacolo a quello della politica, sino a coloro che
vi ricorrono per semplice vezzo personale. Un vezzo cui i medici raccomandano
costantemente di prestare la dovuta attenzione sia per quanto concerne le
ricadute psicologiche successive agli interventi ma, soprattutto, rispetto alla
cosiddetta “vacanza estetica” ultimamente più frequente in paesi quali Tunisia,
Spagna o Brasile che, attraverso costi più contenuti, finisce per affascinare i
più forti cultori dell’immagine. Importante assicurarsi, logicamente,
dell’efficienza dell’equipe a cui ci si rivolge. Il ricorso al filler permane,
senza dubbio, la scelta più gettonata, ma le più recenti statistiche parlano
anche di un ricorso sempre più frequente alle tecniche che si servono del laser
contro le rughe , le cicatrici della pelle o la cellulite. Il
fotoringiovanimento cutaneo o resurfacing non ablativo, è una procedura
innovativa e non traumatica che, recentemente, sembra avere avuto un notevole
riscontro, in quanto permette di attenuare gradualmente i segni
dell'invecchiamento cutaneo. Attraverso il laser, la pelle viene "attivata" in
profondità stimolando la produzione di nuovo collagene e migliorando l'aspetto
generale, la tessitura e la consistenza della pelle che dovrebbe recuperare
tonicità e luminosità, diminuendo le rughe e donando un effetto generale di
lifting, senza l'utilizzo di bisturi o di altri strumenti traumatici.
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Prezzi dei principali
interventi estetici in Italia. (Fonte: www.jdm.it). |
L'aumento della temperatura negli strati profondi della pelle provoca una
leggera lesione dello strato superiore del derma senza causare alcun danno
all'epidermide in superficie. Si stimola, così, un processo di guarigione che
determina la nuova formazione di collagene e fibre elastiche, un aumento di
tensione della cute sovrastante, che favorisce l’elasticità con il conseguente
progressivo riempimento, la scomparsa delle rughe più sottili e il miglioramento
dell'aspetto generale. A livello dei capillari e delle macchie del viso si
otterrebbe un innalzamento della temperatura provocandone la distruzione senza
causare altri danni ai tessuti sani. E’ sempre il laser che può agire contro la
cellulite attraverso una tecnica reputata meno invasiva rispetto alla
liposuzione: la cosiddetta lipofusione. Un trattamento adatto principalmente al
girovita, a fianchi, braccia o ginocchia e che risulta più o meno invasivo a
seconda della zona da trattare. Dopo aver inciso la zona interessata viene
introdotto un laser per sciogliere l’accumulo di grasso che verrà poi eliminato.
Si tratta di una tecnica meno traumatica rispetto alla liposuzione, che si
effettua in day hospital e che ha un recupero post operatorio abbastanza rapido.
Con l’utilizzo del laser la cicatrice dovrebbe risultare piuttosto piccola,
contrariamente al costo che è invece alquanto alto. Il ventaglio di interventi
chirurgici estetici è senza dubbio ampia e in continua evoluzione, consentendo a
ciascuno di trovare la soluzione più opportuna che possa rispondere alle proprie
esigenze e, recentemente, anche al proprio portafoglio.
©
Riproduzione riservata (1
febbraio 2010)
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