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Cultura
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Hermann Nitsch (Vienna, 29
agosto 1938). |
Quando l’arte
diventa polisensoriale: Hermann Nitsch.©
di Marina Guida
E' stato il sogno di Richard Wagner, che teorizzava una fusione delle arti
guidate dalla disciplina della musica. E’ passata attraverso l’officina delle
arti applicate “Arts and Crafts” di William Morris e le sperimentazioni delle
avanguardie novecentesche, dalle invenzioni polisensorali dadaiste, fino ad
impregnare tutto il programma pluridisciplinare futurista, che mirava a
sollecitare i sensi: la vista con la pittura, scultura, architettura; il tatto
con le improvvisazioni teatrali; l’udito con i componimenti musicali dissonanti;
il gusto con il manifesto della cucina futurista. Ma è con i fermenti artistici
delle neo avanguardie, nati nei primi anni sessanta, che l’opera d’arte si è
avviata a diventare totale. La tensione rivoluzionaria di un’opera multiforme,
polisensoriale, interattiva, sinestetica, avviata dal futurismo, ripresa da
Duchamp, Klein e dal movimento Fluxus, trova il suo momento di maturazione
nelle azioni performative di Hermann Nitsch.
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Golden Love (Hermann Nitsch,
1974 - Mulitmedia Collage) - Fonte: www.saatchi-gallery.co.uk. |
L’“Orgien Mysterien Theater”, creatura fondata da Nitsch nel 1961, fonda un
nuovo sistema percettivo. Nelle azioni performative dell’artista austriaco è
finalmente germogliato il seme utopico delle avanguardie. Il confine tra le arti
è infranto, la sollecitazione artistica diventa polisensoriale. Il colore non
più utilizzato sulla tela, ma versato sul corpo, insieme al sangue e alle
viscere di animali totem, simboli sacrificali che hanno referenti mitologici e
religiosi. Fonde rituali ancestrali e pratiche religiose, disvelandone l’intima
connessione/contrapposizione, si tratta di un’interpretazione agita e vissuta
delle tesi freudiane, dell’uccisione dell’animale totem e della sua consumazione
rituale, intimamente connessa al mistero dell’Eucarestia Cristiana. Durante le
celebrazioni dell’Orgien Misterien Theater, iniziate nel 1971 presso il castello
di Prinzendorf a sessanta chilometri da Vienna, vengono messi in scena sacrifici
simbolici di animali, al suono di partiture musicali libere; a tal proposito
l’artista sostiene ”Preferisco utilizzare dilettanti o suonatori che non sanno
suonare lo strumento che adoperano, ciò fa nascere suoni del tutto nuovi e mai
ascoltati che non rientrano in uno schema”, perché nessun ritmo prescritto
nessuna tonalità o atonalità sono essenziali, quel che è decisivo è il suono
puro o il “colore sonoro”; è l’impatto che questo ha sulle percezioni uditive
che poi divengono figurative, secondo l’intuizione Kandinskiana. Le celebrazioni
durano sei giorni, durante i quali il borgo di Prinzendorf si trasforma in una
fucina di estasi polisensoriale.
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Tunica d’artista (Hermann
Nitsch, 2005).
Fonte: www.boxartgallery.com. |
Dalle cantine del vino sale l’odore del mosto in fermentazione, vengono lavate
le botti di vino e l’acqua mista al vino viene versata sull’asfalto della strada
che, evaporando, sollecita il senso olfattivo. La vista è sollecitata dal rosso
vivo del sangue degli animali squartati, poi fatto sgocciolare con un dripping
dionisiaco su tele ed apparati liturgici. Spesso il sangue sacrificale viene
cosparso sui corpi o nelle cavità orali dei partecipanti all’azione performativa.
Il colore rosso caldo del sangue, sollecita la vista, il gusto, il tatto o
l’olfatto. La percezione sensibile si fa totale. L’odore d’incenso e di
gelsomini freschi, l’odore acre dell’aceto e dei fluidi animali, del vino appena
versato, accompagnate da componimenti dodecafonici, composti dallo stesso
artista, le grida e la concitazione, il rumore e la musica, le gamme cromatiche
si confondono con quelle musicali, il movimento del corpo diviene libero in
un’atmosfera baccanale, liberatoria da orgia mistica. Tutti i sensi sono
sollecitati,”Strati psichici collocati nel profondo, che prima si sottraevano
all’area della trasmissione artistica, vengono ora raggiunti e cominciano ad
agire.” Un viaggio nei propri inferi, nelle pulsioni represse dalle società
sviluppate, un ritorno alla natura, una riscoperta del fondo primitivo di ogni
civiltà attraverso i sensi. Il percepire sensibile diviene pieno, non espelle
alcun ambito, vengono eliminate le gerarchie, tra “sensi inferiori” e “sensi
superiori”, come voleva Platone. “Quanto più ci si occupa di impressioni
sensibili elementari, tanto più intimamente e sensibilmente si schiude il suono,
il tono, il colore la luce, il tocco[…]”. L’azione di Nitsch, “ non sopporta
alcuna censura, alcun restringimento, alcuna sostituzione, esiste solo un
penetrare, nell’intero ambito del sensibile” verso un ampliamento, una
percezione sensoriale mediante la creazione artistica. Le opere Nitschiane
provocano una trasformazione su vari livelli, personale e sociale, in una
tensione che, per essere agita pienamente richiede consapevolezza, conoscenza
profonda dell’inconscio, capacità di lasciarsi andare al caso, all’imprevisto,
una lucida coscienza dei propri limiti mentali e sensoriali e una volontà di
superamento degli stessi.
©
Riproduzione riservata (1
febbraio 2010)
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