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E RIMASERO IMPUNITI©
Dal delitto Calvi
ai nodi irrisolti di due Repubbliche
(di Antonella
Beccaria)

Intervista con la
scrittrice
di Santolo Meo
Una giornalista
eclettica, impegnata con passione e grande professionalità su più fronti,
dal giornalismo di inchiesta all’approfondimento della cronaca giudiziaria,
dalla direzione artistica di rassegne teatrali su casi di cronaca realmente
accaduti rimasti inspiegabili fino alle docenze su tematiche che riguardano
il giornalismo elettronico e la comunicazione in rete passando per la
traduzione di testi stranieri e la collaborazione come editor all’edizione
italiana dei volumi a fumetti del grande fumettista serbo Aleksandar Zograf.
Ma Antonella Beccaria è anche una scrittrice con la passione per l’analisi e
l’approfondimento dei nodi irrisolti di eclatanti inchieste giudiziarie. Ed
infatti per Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, per la quale cura la collana
"Senza finzione", ha scritto "Uno bianca e trame nere" (2007), "Bambini di
Satana" (2006), "Pentiti di niente" (2008), "Attentato imminente" (2009), "NoSCOpyright
- Storie di malaffare nella società dell’informazione" (2004), "Permesso
d'autore" (2005). Per Socialmente Editore ha pubblicato "Il programma di
Licio Gelli" (2009), "Schegge contro la democrazia" (2010), "E rimasero
impuniti" (2010, 124 pagine, prezzo: € 12,00, ed. Socialmente Editore
collana Polifonia/Attore). Una scrittura densa ma piacevole quella della
Beccaria, che crea un’atmosfera di curiosità e di mistero, senza mai perdere
la serenità e la trasparenza. Tutti temi di grande interesse ma tra le varie
proposte “E rimasero impuniti”, appare, per le attuali vicende giudiziarie
legate alla P3 e a Flavio Carboni, a suo tempo già implicato nel caso Calvi,
un libro da non perdere. Un libro inchiesta che traccia un quadro
inquietante del contesto entro il quale si è consumato l’omicidio di Roberto
Calvi “il finanziere di Dio”. La morte del banchiere è collegata dalla
Beccaria, tramite un unico filo conduttore a tutta una serie di delitti
avvenuti prima e dopo la morte di Calvi. Delitti misteriosi e rimasti senza
un mandante ultimo, che la Beccaria, con grande abilità giornalistica riesce
ad inquadrare, grazie ad una ricostruzione critica ed attenta dei fatti
accaduti, in un unico disegno criminoso, che vede coinvolti a vario titolo
istituzioni della Chiesa, uomini della loggia P2 e mafiosi di primo piano.
Una inchiesta che si legge tutta d’un fiato e che tiene il lettore incollato
alla trama fino alla fine. E leggendo questa interessante ed inedita
ricostruzione si fa luce su diversi aspetti del crack del banco Ambrosiano
non ancora sufficientemente investigati sia a livello giudiziario che
giornalistico. Un disegno criminoso ampio, che si estende fino ai giorni
nostri e sul quale chiediamo qualche chiarimento in una intervista alla
scrittrice. Un altro libro su Calvi o qualcosa di più? Cosa intende far
emergere col suo libro? «Non si tratta di un altro libro sul caso
Calvi. Io ho cercato di decifrare un disegno criminoso entro il quale si può
collocare non solo il delitto Calvi ma anche tutta una serie di altre morti
avvenute prima e dopo la fine di Calvi. Ho cercato di far emergere uno
schema criminale che continua da anni a cancellare le prove collegate al
crack del banco Ambrosiano; dal delitto Calvi ai nodi irrisolti di due
Repubbliche». Che parallelo si può tracciare tra il disegno criminale
che si individua nel suo libro e quello che le recenti intercettazioni sul
caso della loggia P3 sembrano delineare? «Sicuramente si
riscontra la convergenza di personaggi già presenti nel delitto Calvi e mai
usciti completamente dalle tenaglie della giustizia. Un ricorrere di nomi e
di fatti che sembrano ricordarci che quel passato non se n’è ancora andato.
La logica politico-affaristica-mafiosa se venisse confermata dalle indagini
è la stessa anche se meno raffinata, e i personaggi coinvolti sembrano agire
con più arroganza e spavalderia rispetto a quelli di un tempo». I
sostituti procuratori di Perugia titolari dell’inchiesta sui rapporti tra la
“cricca sui grandi eventi” e Propaganda Fide hanno ipotizzato il ricorso
allo IOR da parte di alcuni indagati per operazioni illecite “estero su
estero”. Che differenze vede tra l’atteggiamento che il Vaticano ebbe
durante la vicenda Calvi e la presente vicenda. «Il Vaticano
attualmente ha un atteggiamento più discreto e prudente ma resta nei due
casi sostanzialmente lo stesso e dopo tanti anni lo IOR è una banca che
ancora non aderisce pienamente alle norme bancarie internazionali».
Un saggio quindi da leggere, anche per la ricca bibliografia, utile per chi
volesse continuare l’approfondimento per ricostruire completamente quella
tela criminale che manca invece accanto al ragno che campeggia sulla
copertina. Una nuova tappa del viaggio che la giornalista Antonella Beccaria
sta conducendo tra i misteri italiani; un libro che potrete scarica anche
on-line all’indirizzo
http://antonella.beccaria.org/bibliografia/.
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IL BAMBINO NELLA VALIGIA©
(di Lene Kaaberbøl e
Agnete Friis)
“Un
thriller che mozza il fiato, splendidamente scritto, forte di un’impeccabile
senso della narrazione e del dettaglio. Non si potrà fare a meno di accompagnare
Nina Borg nelle sue future avventure”. Così la giuria danese della Danis Crime
Academy ha motivato la vittoria di questo libro come miglior thriller dell’anno.
Lene Kaaberbøl e Agnete Friis dalla letteratura per bambini approdano al giallo
e rappresentano oggi una delle più piacevoli novità della letteratura scandinava.
Non è un caso che siano state anche finaliste al Glass Key Award, il più
prestigioso premio scandinavo di crime stories, vinto nelle passate edizioni da
autori come Stieg Larsson, Pieter Hoeg, Anders Roslund e Börge Hellström. “Il
bambino con la valigia”, romanzo d’esordio delle due autrici, scritto nel 2008 è
giunto solo lo scorso luglio nelle nostre librerie. Pubblicato da Fazi Editore è
il primo volume di una prevista trilogia su Nina Borg, l’infermiera protagonista
della serie, è un thriller da leggere tutto d’un fiato che, con minuzia di
particolari, ci dà una nuova immagine della Danimarca sicuramente lontana dagli
stereotipi dell’ordine e dello stato sociale. Nina Borg è una infermiera della
Croce Rossa: lavora con i rifugiati, è abituata a situazioni di emergenza e a
chiamate improvvise. Trascorre gran parte del tempo in un mondo che i danesi
stessi vedono di rado, dove ricatto e maltrattamenti sono la quotidianità, dove
i bambini spariscono ogni giorno, senza che nessuno si ponga domande. Ma Nina
non è capace di chiudere gli occhi, di separare le sue responsabilità personali
da quelle di chi la circonda. E' una madre svagata, capace di dimenticare di
andare a prendere i figli a scuola; una moglie assente, persa nelle sue
improbabili missioni umanitarie. Una donna che non ha mai saputo leggere la
differenza tra il trascorrere di un'ora o di un minuto, che annaspa, confonde,
cade. Poi, un giorno, accade qualcosa. Una sua amica e collega le chiede di
andare a ritirare una valigia da un deposito bagagli. All'interno, rannicchiato,
c'è un bambino di tre anni. Il piccolo, miracolosamente, è ancora vivo, ma Nina
sa che la sua sopravvivenza non potrà essere delegata ad altri, che la polizia e
le autorità si limiterebbero a scaricare la "pratica" ad un istituto. Smarriti
entrambi tra le maglie di un enigma che li sovrasta, isolati, braccati, il
bambino e la donna lotteranno per la salvezza. Ma la loro vita è appesa ad un
filo, a una combinazione del caso cui nessuno crede: e che, forse, non si
realizzerà. Un thriller da leggere che potrà accompagnare le nostre giornate
sotto l’ombrellone.
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INTRIGO INTERNAZIONALE©
(di Giovanni
Fasanella e Rosario Priore)
Intrigo
internazionale di Giovanni Fasanella e Rosario Priore è il libro –
intervista pubblicato per Chiarelettere.
Un testo rivelatore e a tratti inquietante che prende le mosse da due
fondamentali interrogativi: perché l’Italia dal 1969 è stata funestata dal
terrorismo e dalla violenza politica con centinaia di morti e migliaia di feriti?
Perché solo nel nostro paese? Giovanni Fasanella è un giornalista e un
documentarista che si più volte cimentato nel racconto della storia invisibile
italiana, Rosario Priore è stato magistrato per circa un trentennio e si è
occupato di violenza e terrorismo in ambito tanto nazionale quanto
internazionale. Dall’eversione nera e rossa ad Autonomia operaia, dal caso Moro
a Ustica, dagli attentati palestinesi al tentato omicidio di Giovanni Paolo II,
casi che hanno segnato la storia giudiziaria italiana e che sono approdati in
pile di fascicoli sulle sue scrivanie. Le pagine di questo libro provano a
rispondere a una serie di interrogativi concatenati tentando di dare una nuova
interpretazione, un inedito punto di vista sotteso a un’analisi che muta lo
scenario di riferimento. “Ci sono verità che non ho mai potuto dire. Perché pur
intuendole e a volte intravedendole o addirittura vedendole chiaramente, non
potevano essere provate sul piano giudiziario” così Rosario Priore definisce
quelle verità indicibili, spesso intuite ma mai palesate, con cui si è scontrato
in oltre un trentennio di carriera. A essere rivelato è lo scenario
internazionale inedito che darebbe spiegazione del clima di violenza e di
terrore degli anni ‘70 in Italia. La giustizia aveva individuato i responsabili
materiali di quelle stragi ma non i reali colpevoli, e questo libro ci rivela
come quello che inchieste giornalistiche e giudiziarie avevano ritenuto un
intrigo nazionale si è poi rivelato un intrigo internazionale. All’asse
sovietico – statunitense bisogna aggiungere quello franco – inglese, il terzo
giocatore della scacchiera internazionale che avrebbe mal digerito il tentativo
di egemonia italiana nel Mediterraneo con la propria presenza in Libia e il
controllo delle risorse energetiche. In questo senso si collocherebbero il
favore degli inglesi rispetto a un colpo di stato in Italia, nel 1976, per
fermare il Pci e controllare il paese o la posizione della Germania dell’est e
della Cecoslovacchia che avrebbero giocato un ruolo cruciale nella
destabilizzazione e nella nascita di un certo tipo di terrorismo. Insomma un
libro che si annuncia come la ricostruzione di un puzzle che varca i confini
nazionali e ci suggerisce come il vero destino dell’Italia, troppo spesso,
varchi i confini dello Stato per essere scritto altrove.
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MALEDETTA FABBRICA©
Il lavoro che
uccide
(di Daniele
Biacchessi, Alfredo Colitto, Patrick Fogli, Jean-Pierre Levaray, Valerio Varesi)
In
Italia in molti settori ha più probabilità di morire un operaio sul lavoro che
un militare in Afghanistan. Il Lavoro quindi da attività volta a realizzare le
proprie aspettative diventa una attività pericolosa, dove ci si gioca ogni
giorno la vita senza clamori, senza eroismi e dove spesso si vive un disagio
opprimente: “…c’era la crisi, la disoccupazione e bisognava essere soddisfatti
d’avere l’impiego garantito, per poter continuare a consumare a scapito di
vivere”. Molti lettori si riconosceranno in questo profondo malessere di
Jean-Pierre Levaray, coautore per Stampa Alternativa di “Maledetta fabbrica” (pagine
144, euro 14) insieme a Daniele Biacchessi, Alfredo Colitto, Patrick Fogli e
Valerio Varesi. Maledetta fabbrica, un libro denuncia sul tema del dispregio per
la vita umana che “ in un cantiere, alla guida di un tir o in una fabbrica” è
“il bene meno tutelato”. Un libro che affronta le morti bianche con linguaggio
crudo e provocatorio, per informare su una problematica scottante e ignorata,
come nello stile della casa editrice Stampa Alternativa e della collana che
ospita il libro:“senza finzione”. Con uno stile tra la cronaca e il racconto nel
libro vengono forniti cinque contributi che toccano profondamente: l’amaro
vissuto autobiografico di Levaray, dipendente di una fabbrica chimica del gruppo
Total in Francia che ha iniziato a scrivere per reazione a un grave incidente
sul lavoro, il resoconto raggelante di Daniele Biacchessi, la storia di Giulio
di Alfredo Colitto, quella di Amina di Patrick Fogli e Africa di Valerio Varesi
sono drammi coinvolgenti, consumati nell’indifferenza generale, perché come
scrive Biacchesi riferendosi agli operai “Numeri siamo, cifre sui giornali
dimenticate in pochi giorni, una due, tre volte uccisi dal Silenzio”. Una
raccolta antologica che lascia il segno nel lettore. Le morti sul lavoro non
sono mai morti “bianche”, nel senso dell’assenza di una mano direttamente
responsabile dell’incidente. Dietro ogni morte “bianca” c’è sempre la spietata e
predeterminata scelta di un datore di lavoro di sacrificare la vita di un essere
umano rispetto a interessi economici. Ogni operaio morto, come scrive Biacchesi,
è “un Cristo crocifisso per due soldi ed il libro, che insieme rappresenta una
testimonianza e una forte denuncia è ricco di momenti davvero coinvolgenti.
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Santolo Meo
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SEDIE VUOTE©
Gli anni di
piombo: dalla parte delle vittime
(di Alberto
Conci, Paolo Grigolli, Natalina Mosna)
“Gli anni di piombo dalla parte delle vittime” questo il tema dell’incontro tenutosi lo scorso 26 maggio presso il Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia a Brescia, in occasione del trentacinquesimo anniversario della strage di Piazza Loggia. Un momento di riflessione e un’occasione per la presentazione del nuovo libro della casa editrice “Il Margine”:
Sedie vuote Gli anni di piombo: dalla parte delle vittime (€ 17,00). Frutto di un accurato percorso attraverso la complessità e il dolore che hanno profondamente segnato gli anni Settanta del nostro Novecento il libro è, contemporaneamente, il risultato del riaccendersi del dibattito sugli anni di piombo, complice la pubblicazione del libro di Mario Calabresi
Spingendo la notte più in là Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo. La storia commovente dell’omicidio Calabresi ma, soprattutto, la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un padre e un marito.
Una trentina di giovani di licei e università, tutte le domeniche, per un intero anno si sono incontrati con i familiari delle vittime, di coloro che, a causa del perpetrarsi di un clima di violenza si sono trovati costretti a convivere nella loro casa con la presenza di una sedia vuota. Di qui il titolo del libro. Il loro è stato un percorso importante, nato da un metodo di lavoro rigoroso che ha imposto ai ragazzi un grande impegno di lettura e approfondimento su quegli anni in cui la situazione sociale, politica e istituzionale caotica si tradusse in violenza di piazza prima e in lotta armata successivamente. Il lavoro approfondito di questi giovani si palesa attraverso la densità dei dialoghi e la pregnanza delle questioni in essi proposte. I dialoghi proposti sono, infatti, forti e sinceri, sono la chiave per risollevare e reinterpretare le questioni più delicate della storia recente della nostra democrazia, ma anche dimensioni fondamentali per la memoria collettiva, quali quelle del dolore, della verità, della giustizia, del perdono, del silenzio e delle parole, della violenza, della responsabilità, della solitudine, della solidarietà umana, delle condizioni per la costruzione di una cittadinanza attiva. Nell'ordine possiamo leggere i dialoghi con:
Mario Calabresi, Benedetta Tobagi, Silvia Giralucci, Manlio Milani, Giovanni Ricci, Alfredo Bazoli, Agnese Moro, Giovanni Bachelet, Vittorio Bosio, Sabina Rossa. Le testimonianze di coloro che sono stati vittima dello stragismo, ricordiamo le stragi di Bologna e di Brescia, si alternano a quelle dei familiari delle vittime del terrorismo e si completano con il dialogo con
Giancarlo Caselli. Obiettivo di quest’ultima conversazione è il tentativo di approfondire il ruolo della magistratura durante gli anni di piombo. Tutto questo e molto altro ancora rappresenta
Sedie vuote Gli anni di piombo: dalla parte delle vittime: uno stimolo alla ricostruzione della storia recente e un input alla riflessione per i giovani che l’hanno scritto e per noi che ci lasciamo affascinare dalla lettura.
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AD
PERSONAM©
1994-2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia
(di Marco Travaglio)
"Ad personam. 1994-2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia", è ormai in libreria il nuovo libro di Marco Travaglio per Chiarelettere (€ 14,36)
Il libro riporta con la consueta ironia e con lo stile inconfondibile e travolgente di Travaglio sedici anni di leggi prèt-à-porter (1994-2010) ad personam e "ad aziendam", "ad mafiam" e "ad castam" per pochi potenti illustri. Il giornalista con ricchezza e dovizia di particolari traccia il quadro di questo tipo di leggi, dai decreti Conso e Biondi passando per Tangentopoli, le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, fino ai condoni fiscali ed edilizi, con l'indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano e gli illegittimi impedimenti. Tutte leggi per le quali il comune cittadino rinuncia a comprendere l’utilità sociale ma i cui scopi sono ben chiariti da Travaglio seguendo delle ricostruzioni, spesso supportate da fatti e da un lavoro di ricostruzione giornalistica altamente professionale. Non mancano però alcune vicende per le quali, mancando il supporto delle prove documentali, ci si è lasciati un po’ andare a teorie tutte da dimostrare.
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ROSSO
Italian baroque
arias
(di Patricia
Petibon)
Cantanti: Petibon Patricia (Soprano)
Orchestra: Orchestra Barocca Di Venezia
Direttore d’Orchestra: Marcon Andrea
Genere: Recital
Etichetta: Deutsche Grammophon
Data uscita: 20/04/2010
Dopo il successo ottenuto con “Amoureuses” (CD 477 7468) premiato con il prestigioso BBC Music Magazine Award 2009 come “Best Opera Album”), Patricia Petibon affronta il suo primo recital di arie barocche italiane con il prezioso supporto della Venice Baroque Orchestra diretta da da Andrea Marcon. Definita da International Record Review come “interprete di rara abilità”, l’esecuzione della cantante francese appare straordinaria per duttilità vocale e caratterizzazione dei vari ruoli. Oltre a celebri arie come “Lascia ch’io pianga”, la Petibon ci consente di riscoprire brani di rara bellezza come “Quando voglio” di Sartorio e “Morte amara” di Porpora.
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SUMMER NIGHT CONCERT 2010
Wiener Philharmoniker
(Franz Welser-Möst, Yefim Bronfman)

Etichetta: Deutsche Grammophon
Non potevano che essere i giardini barocchi del Palazzo di Schönbrunn a Vienna a
fungere da scenario ideale per il Summer Night Concert di quest’anno, che ha
visto, ancora una volta protagonista, la Filarmonica di Vienna. 100.000 gli
spettatori che lo scorso 8 giugno hanno assistito gratuitamente al concerto
all’aperto e oltre 400.000 gli austriaci sintonizzati su ORF-TV, insieme agli
appassionati tedeschi, greci ed europei, per assistere in diretta a quest’evento
di rilevanza mondiale. Nei giorni successivi altri trenta paesi hanno trasmesso
il concerto diretto dal maestro Franz Welser-Möst che dirigerà la Filarmonica
durante il Concerto di Capodanno 2011. La registrazione del suggestivo evento
musicale tenutosi di fronte alla Fontana di Nettuno della residenza asburgica è
stata riproposta in Cd e Dvd dalla Deutsche Grammophon. “La luna, i pianeti, le
stelle”, questo il filo conduttore di un concerto eseguito da un’orchestra unica
al mondo e in una città che è sinonimo di musica e che ha visto tradurre proprio
in musica contemporaneamente tradizione e innovazione. Oltre ai tradizionali
valzer come il Sphärenklänge (Music of the Spheres) di Josef Strauss o
l’Abendsterne (Evening Stars) di Joseph Lanner, o quelli di Franz Liszt, Otto
Nicolai e Gustav Holst abbiamo ascoltato, infatti, direttamente da Hollywood tre
brani di John Williams, tratti da “Guerre stellari”, ovvero la colonna sonora
principale, i temi della principessa Leia e della marcia imperiale.
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WAGNER - Wesendonck-Lieder/Preludi e Ouvertures
(Brueggergosman/Welser-Most)

Etichetta: 2010 Deutsche Grammophon
Registrati dal vivo presso la
Cleveland Severance Hall per la Deutsche Grammophon i brani di questo cd
richiamano tutti al genio di Richard Wagner, compositore, librettista, direttore
d’orchestra e saggista tedesco. A lui si ispira il connubio tra Franz Welser-Most,
colui che circa venti anni fa aveva esordito, non proprio brillantemente, con la
Filarmonica di Londra, e il soprano canadese Measha Brueggergosman. Measha
Brueggergosman nasce nel 1977 a Fredericton, nel New Brunswick, soprano Measha
Brueggergosman è la figlia di un dipendente della Canadian Broadcasting Company
ed è cresciuta ascoltando musica classica alla radio CBC. Quando le sue doti
furono riconosciute dai genitori questi ultimi decisero di iscriverla a lezioni
di canto e pianoforte. All'età di quindici anni incomincia la sua carriera di
cantante e successivamente studia presso l'Università di Toronto con il soprano
Maria Morrison e dopo la laurea continua la sua formazione musicale. In seguito
ha lavorato anche con musicisti illustri come Margaret Baker-Genovesi, Christoph
Eschenbach, Brigitte Fassbaender, Margo Garrett, Håkan Hagegård, Jessye Norman,
Rudolf Piernay, Thomas Quasthoff e Jean-Yves Thibaudet. Ms. Brueggergosman
pubblicherà il suo recital proprio, Notte e sogni, per la Deutsche Grammophon.
E’ proprio con la Grammophon che il maestro Franz Welser-Most continua la sua
collaborazione già iniziata con la registrazione della “Beethoven's Ninth
Symphony” e che sembra avere in serbo nuove produzioni. In questo caso la
perfetta orchestra di Cleveland spazia attraverso un ampio ventaglio di proposte
tratte dalla musica orchestrale wagneriana: dall’Overture di Rienzi, opera prima
del maestro scritta all’età di ventinove anni, all’onnipresente “Cavalcata delle
Valchirie”, la seconda delle quattro opere che con “L’oro del Reno”, “Sigfrido”,
e “Il crepuscolo degli dei”, costituiscono la tetralogia “L’anello del Nibelungo”,
sino al dramma musicale “Tristano e Isolde”. Al centro dell’opera c’è
l’interpretazione del soprano che riesce pienamente a dare voce al desiderio mai
realizzato di Wagner per la giovane Matilde, moglie di uno dei benefattori
dell’artista.
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